
Nelle quattro puntate precedenti, in questa serie, abbiamo raccontato la grande strage degli orsi nel Trentino dell'Ottocento, che portò alla estinzione totale del plantigrado alpino in tutto il Trentino orientale, ed alla sporadica presenza di pochissimi esemplari ad ovest della valle dell'Adige. Dopo i racconti dei leggendari cacciatori di Rendena e Val di Non, e del processo venatorio nel Primiero, oggi una antropologa, la professoressa Marta Villa dell'Università di Trento, ci parla delle motivazioni e del "sentiment" che portarono alla grande caccia. E ci racconta come l'orso - da simbolo di forza e coraggio nel Medioevo - sia diventato con la storia della civiltà un "nemico" ed identificato come un "pericolo". mentre per gli antichi era totemico, un animale-fratello da rispettare.