
Abbiamo parlato nelle puntate precedenti dei fatti (anche cruenti) che caratterizzarono anche in Trentino la rivolta del 1525. Ora, con l'antropologa Marta Villa dell'Università di Trento, ne analizziamo le cause profonde. La ribellione dei "poveri diavoli" (azzeccatissimo titolo della mostra tematica del Museo Diocesano di Trento) venne innescata dalle condizioni di vita al limite della sopravvivenza, ed anche dalla continua erosione dei diritti collettivi degli usi civici. Senza pascoli, boschi e acque da sfruttare, interi villaggi del Trentino non potevano sopravvivere. E la loro rivolta soffocata nel sangue fu - in qualche modo - necessaria alla difesa delle secolari "Carte di Regola", baluardo contro lo strapotere feudale dei nobili. E che sopravvivono ancora oggi negli usi civici del Trentino, tramite le Asuc.
Nella foto: ritratto dell'Arciduca Ferdinando d'Asburgo, che represse la rivolta nel Tirolo e in Trentino.