
L'antica confraternita dei Battuti - a Trento, ma anche nelle valli - aveva fin dal Tredicesimo secolo le sue regole, gli statuti, ed una organizzazione stabile. I confratelli dovevano chiedere di farne parte, pagavano una "retta" annuale, e avevano numerosi obblighi, primo fra tutti quello di frustarsi con un "flagello" durante le cerimonie e le processioni. Una forma di disciplina monastica per ricordarsi di mortificare la carne, ma anche una imitazione della Via Crucis di Cristo. Questo è forse l'aspetto che più ci colpisce. Ma in realtà l'associarsi alla Confraternita portava in cambio numerosi vantaggi, ad esempio di assistenza mutualistica nel caso del bisogno o della malattia. E per garantirsi questa assistenza, i confratelli lasciavano i loro beni - con lasciti testamentari - al sodalizio. Che nei secoli divenne quindi una vera potenza economica ed immobiliare. Scopriamolo insieme in questa puntata.
Ce ne parla il professor Emanuele Curzel, docente di Storia della Chiesa alla facoltà di Lettere dell’Università di Trento.