
Ci fu un momento, nella lunga storia del Principato Vescovile di Trento, nel quale l’istituzione venne scossa dalle radici e rischiò di scomparire: successe tutto in pochi mesi, nella primavera dell’anno 1525, quando la ribellione che aveva infiammato la Germania era arrivata in Alto Adige con saccheggi e devastazioni ai castelli, alle abbazie ed ai monasteri. Un moto di rivolta contadina che spaventò il Principe Vescovo Bernardo Cles, che decise di riparare a Riva del Garda, al sicuro nella Rocca. Questo non fermò i moti popolari che interessarono la Val di Non, la Rotaliana, la Valsugana e il capoluogo in particolare. Come ci spiega il professor Marco Bellabarba, docente di Storia Moderna alla facoltà di Lettere dell’Università di Trento.